Il 15 aprile 2011, Vittorio Arrigoni attivista pacifista per i Diritti Umani, è stato barbaramente ucciso a Gaza. Proprio in quella “Striscia” dove con il suo esempio di vita, a fianco dei contadini nei campi, dei pescatori in mare e dei bambini con le loro mamme esposti sotto le bombe ed il piombo fuso, si è fatto più volte scudo umano insieme ad altri attivisti pacifisti impegnati in quel fazzoletto di terra per il riconoscimento dei Diritti Umani negati. In questo scritto, l’ISM-Italia lo ricorda con una poesia che Ibrahim Nasrallah, tra i più noti poeti palestinesi,ha scritto per Vittorio. Si intitola “Hanno ucciso tutti”: una poesia scandita tre volte dalle parole Per te sia buono il mattino.

In memoria di Vittorio Arrigoni

 

Vik Utopia ci ha lasciato sei anni fa.

 

Ma abbiamo ancora bisogno di raccoglimento e di riflessione, di proseguire quel lungo, interminabile minuto di silenzio, rotto, o interrotto, da parole di verità, di condivisione e di commozione, iniziato il 15 aprile 2011.

 

Ibrahim Nasrallah, tra i più noti poeti palestinesi, è uno dei primi ad aver sentito questa esigenza. Ha scritto per Vittorio, Hanno ucciso tutti, una poesia scandita tre volte dalle parole Per te sia buono il mattino.

 

Vittorio aveva compiuto un atto autentico di “eresia”, separandosi da questo stato di cose, da questa società, che anche in occasione della sua scomparsa è stata capace di urlare tutto il suo cinismo e di mostrare tutta la sua ipocrisia.

 

Un atto di “eresia” che conteneva in sé, per la sua radicalità, anche questo esito tragico.

 

Una scelta compiuta serenamente e all’inizio quasi in silenzio.

 

Ma quando è giunto il momento della parola necessaria, Vittorio ha scritto i 19 articoli pubblicati da il Manifesto durante l’operazione Piombo fuso, raccolti poi successivamente in Gaza Restiamo umani.

 

Gaza. Restiamo umani rimarrà il nostro breviario laico, laico ma pervaso da una religiosità autentica. Tradotto in tedesco, in inglese e in spagnolo ha meritato una prefazione di Ilan Pappé, lo storico israeliano autore de La pulizia etnica della Palestina.

 

Vittorio è stato un non-eroe, mite e positivo, che ha percorso ogni angolo della Striscia di Gaza con la sua umanità, densa e intensa. Non è stato un “cooperante”, come qualcuno ha scritto, e anche il termine “pacifista” sembra per lui assai riduttivo.

 

Vittorio è stato un attivista, un attivista in difesa dei diritti umani, dalla parte dei mondi offesi, dalla parte degli oppressi, dalla parte dei deboli, praticando la nonviolenza, la non menzogna e la non collaborazione.

 

I tre comandamenti delle minoranze etiche ed eretiche le quali, di fronte alla miseria della politica e della non cultura, devono necessariamente esprimere una radicalità, devono collocarsi “quasi ai margini”,“luogo difficile da frequentare, soglia scabrosa che richiede una rigorosa e continua vigilanza morale”.

 

E chi meglio di Vittorio ha rappresentato l’attore terzo1,  la voce che si alza, nel deserto e dal deserto, tra gli oppressi e gli oppressori?

 

1 A Eschilo si deve l’introduzione nella tragedia greca del secondo attore, a Sofocle del terzo.

 

Giovanni e Alfredo Tradardi

 

Ivrea, 15 aprile 2017

 

Per te, caro ViK, sia buono il mattino.

 

Di Ibrahim Nasrallah traduzione di Wasim Dahmash

 

Hanno ucciso tutti

 

hanno ucciso tutti i minareti

 

e le dolci campane

 

uccise le pianure e la spiaggia snella

 

ucciso l’amore e i destrieri tutti, hanno ucciso il nitrito.

 

Per te sia buono il mattino.

 

Non ti hanno conosciuto

 

non ti hanno conosciuto fiume straripante di gigli

 

e bellezza di un tralcio sulla porta del giorno

 

e delicato stillare di corda

 

e canto di fiumi, di fiori e di amore bello.

 

Per te sia buono il mattino.

 

Non hanno conosciuto un paese che vola su ala di farfalla

 

e il richiamo di una coppia di uccelli all’alba lontana

 

e una bambina triste

 

per un sogno semplice e buono

 

che un caccia ha scaraventato nella terra dell’impossibile.

 

Per te sia buono il mattino.

 

No, loro non hanno amato la terra che tu hai amato

 

intontiti da alberi e ruscelli sopra gli alberi

 

non hanno visto i fiori sopravvissuti al bombardamento

 

che gioiosi traboccano e svettano come palme.

 

Non hanno conosciuto Gerusalemme … la Galilea

 

nei loro cuori non c’è appuntamento con un’onda e una poesia

 

con i soli di dio nell’uva di Hebron,

 

non sono innamorati degli alberi con cui tu hai parlato

 

non hanno conosciuto la luna che tu hai abbracciato

 

non hanno custodito la speranza che tu hai accarezzato

 

la loro notte non si espone al sole

 

alla nobile gioia.

 

Che cosa diremo a questo sole che attraversa i nostri nomi?

 

Che cosa diremo al nostro mare?

 

Che cosa diremo a noi stessi? Ai nostri piccoli?

 

Alla nostra lunga dura notte?

 

Dormi! Tutta questa morte basta

 

a farli morire tutti di vergogna e di sconcezza.

 

Dormi bel bambino.

 

 

Comments are closed.